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Le traslazioni del corpo di San Matteo Apostolo tra storia e leggenda

Scritto da Fra Pietro Carfagna. Postato in Notizie

Uno degli episodi che la storiografia medievale ci ha tramandato, tra la storia e la leggenda, con una ricchezza di particolari e di significati religiosi e politici, è il rinvenimento delle reliquie di san Matteo apostolo ed evangelista, avvenuto nel 954 in una località della Lucania, che i racconti dell’epoca non specificano esattamente, ma che studi posteriori hanno permesso di identificare con l’antica Velia romana (prima deposizione) e nella località “ad duo flumina”, oggi Marina di Casal Velino (seconda deposizione). La traslazione proseguì – dopo una brevissima sosta a Rutino – verso Capaccio (terza deposizione), la sede vescovile che prese il posto dell’antica Paestum abbandonata e, infine, verso Salerno, dove il corpo dell’Apostolo trovò la sua definitiva collocazione nella Cripta del Duomo. Alcune reliquie minori, tuttavia, sono sparpagliate in varie località tra Roma, Benevento e il nostro Santuario sul Gargano.

 Delle traslazioni di San Matteo si conosceva fino alla metà del secolo scorso soltanto quanto raccontava una monografia cinquecentesca composta, sulla base di fonti più antiche, dall’Arcivescovo Marsilio Colonna: De vita et gestis beati Matthaei apostoli et evangelistae eiusque gloriosi corporis in Salernitanam urbem translatione, Napoli 1580. Le critiche formulate al Colonna da vari autori portarono, in tempi a noi più vicini, Nicola Acocella a riesaminare tutta la problematica inerente la questione e ad analizzare tutti i documenti e le testimonianze medievali relative all’avvenimento. L’Acocella ha potuto così ricostruire nel suo saggio La Traslazione di san Matteo. Documenti e testimonianze, Salerno, 1954, tutto il quadro delle vicende relative ai resti mortali dell’evangelista, dimostrando la sostanziale veridicità delle fonti, che furono poi integralmente pubblicate (Giuseppe Talamo-Atenolfi, I Testi Medievali degli Atti di S. Matteo l’Evangelista, 1956) e che risalgono all’anonimo autore del Chronicon Salernitanum della seconda metà del X secolo, un monaco del monastero di San Benedetto di Salerno.

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A proposito di Via Francigena

Scritto da Santuario. Postato in Notizie

Via Francigena del Sud: una petizione via mail contro il furto della Memoria

 A molti sarà sfuggita la notizia - riportata con ampio riscontro - pubblicata da quotidiani e siti d’informazione della provincia di Foggia. Si tratta della prossima “missione” di Michele Del Giudice, detto “il camminatore” - credo rappresentante del CAI in Capitanata - che coprirà a piedi il tratto che separa Mont Saint Michel da Monte sant’Angelo. Quasi tre mesi di cammino sulle strade di antichi pellegrinaggi.