Stampa

Partecipazione ad AUREA Foggia

Scritto da Santuario. Postato in Generale

Qust'anno il nostro Santuario è stato invitato  a partecipare alla Fiera del Turismo religioso "Aurea" tenuta a Foggia dal 26 al 28 novembre 2009.
Nelle scorse edizioni, quando la Fiera si teneva a S. Giovanni Rotondo il nostro Santuario è stato presente con conferenze sui percorsi del pellegrini sul Gargano tenute da P. Mario Villani.

Stampa

Il piano superiore

Scritto da Santuario. Postato in Generale

Una bella scalinata    che si apre sul piano della vita comune di fronte alla vetrata da cui si entra nel chiostro è l’accesso al piano superiore del convento.

Un armonioso e spettacolare incrocio di archi in pietra, che incornicia un breve pianerottolo, accoglie il visitatore e lo immette in un ampio e luminoso corridoio che attraversa in lunghezza tutto il lato orientale del convento.

In questo segmento si apre il monumentale porticato interno del chiostro.

E’ il luogo dell’incanto e della contemplazione.

Il visitatore è avvolto dalla storia scritta sui muri e dalla natura che prorompe dall’alto del Monte Celano, mentre il cinguettio degli uccelli e il lamento delle tortore riempiono il silenzio.

Il corridoio prosegue verso occidente percorrendo tutto il lato di mezzogiorno fino alla piccola e preziosa cappella del Cristo alla colonna, arredata con un altare ligneo del sec. XVIII  e quadri dei sec. XVII e XIX.

Sorpassata la vetrata, si arriva al corridoio che percorre il lato occidentale del convento.

Lungo i corridoi si aprono le celle dei frati.

I corridoi spesso vengono adibiti a mostre di pittura  e di scultura.

Sono anche la sede naturale delle esposizioni bibliografiche  e fotografiche allestite dalla biblioteca del santuario.

I quadri presenti nella Cappella del Cristo alla colonna

 


 

P. Mario Villani

Stampa

Il piano dei servizi culturali

Scritto da Santuario. Postato in Generale

I servizi culturali si sviluppano sui due livelli inferiori del convento lungo tutto il margine esterno dell’ampia area quadrangolare occupata dall’edificio.

All’interno dell’area  una grande roccia sale dalle fondamenta dell’edificio al limite del pavimento della chiesa posta al primo piano del convento.

Il monastero è aggrappato, incappucciato a questa roccia, la quale, sia nei piani inferiori , sia nel corridoio del primo piano e nella stessa chiesa, di tanto in tanto emerge a vista  dagli antichi muri con gli indubbi caratteri della roccia nativa del Gargano meridionale con gli incavi delle rudiste e il rosso della bauxite bene in vista.

I locali dedicati alla cultura abbracciano l’intera circonferenza della roccia con una serie di possenti  contrafforti entro cui s’inscrivono scaffali di legno o di metallo, scrivanie, schedari, ampie sale e suggestive gallerie.

Nei secoli passati erano i luoghi delle attività produttive: si tesseva la lana per i sai dei frati nella pannifica officina, vale a dire il lanificio, si produceva formaggio, si ricoveravano le pecore del convento.

Gli spigoli dei pilastri in pietra dell’ingresso della biblioteca si presentano profondamente consumati dallo sfregamento dei manti lanosi di migliaia di pecore per centinaia di anni.

L’ultimo gregge del convento sparì ad opera di esperti abigeatari nel 1948.

Oggi questi locali ospitano la Biblioteca, il Museo e l’Auditorium.

Altri servizi culturali sono sparsi negli altri piani del convento: sale ed aule per riunioni ristrette, l'Archivio, ampi corridoi pieni di luce per le esposizioni d’arte.

In biblioteca si entra direttamente dal piazzale del convento.

Un cancello in ferro immette in ampio e raccolto cortile da dove si entra in biblioteca.

Il corridoio d’ingresso  costituisce anche il primo contatto con le raccolte di beni culturali del convento.

Le pareti ospitano le statue devozionali.

In fondo al corridoio si apre la Cantina Nuova  dove è esposta la raccolta di reperti medievali.

Dal corridoio, per mezzo di un’ampia vetrata, si accede alla Sala “P. Michelangelo Manicone” che funziona come deposito superiore della biblioteca.

Dalle porte che si aprono sulla sinistra si accede alla Sala di consultazione un ampio e armonico locale con scaffali, tavolini, bacheche da esposizione.

Dalla Sala di consultazione si accede alla Galleria dei Cistercensi  adibita ad esposizione delle collezioni archeologica e paleontologica.

La biblioteca continua al piano inferiore, posto alla radice del convento sul lato di mezzogiorno.

E’ la Galleria dei Pastori:  un lungo locale, distinto in cinque aule collegate da archi che fino al 1948 ospitava l’ultimo gregge del convento. Oggi è adibito a deposito inferiore della Biblioteca.

L’Auditorium  è posto nel lato occidentale del convento.

Per accedervi bisogna scendere la rampa che si trova nei pressi dell’ingresso della biblioteca, percorrere il lungo viale  che costeggia il lato di mezzogiorno e arrivare al Viale S. Francesco , vera oasi di verde e di pace posto lungo il lato occidentale del convento.

L’Auditorium per secoli è stato la Pannifica Officina del convento.

Vi lavoravano ben quaranta frati.

P. Mario Villani

Stampa

Il piano della vita comune

Scritto da Santuario. Postato in Generale

Questo piano accoglie la Chiesa, i servizi del Santuario, e i luoghi della vita comune della fraternità francescana.

L'area dedicata alla vita comune, nonostante sia al primo piano dell'edificio, è la più prossima al piazzale da cui si accede per mezzo di una solenne scalinata costruita nel 1838.
L'ingresso al convento e alla chiesa è costituito da un lungo e alto corridoio, da poco restaurato , che fiancheggia il chiostro e termina sul lato occidentale dell'edificio dove si apre la porta della chiesa.

Appena entrato, il visitatore trova sul lato destro il Presepio artistico.

Nato nel 1967 come stagionale, è diventato uno dei presepi stabili della Capitanata. Il suo autore è Matteo La Sala, giovane sammarchese emigrato in Australia, il quale, tornato nel suo paese natio, venne ospitato per un'estate nel convento di S. Matteo, dove lasciò questo prezioso ricordo.

Proseguendo, sulla destra si trova il Telonio.

Con questa parola i Frati hanno sempre designato il locale dove si ricevono le prenotazione delle SS. Messe, si benedicono con l'olio i pellegrini, si ricevono le offerte, si vendono i ricordini.

La parola Telonio è stata presa in prestito dal Vangelo di S. Matteo dove si indica l'ufficio che il santo occupava quando riceveva le tasse dei contribuenti.

Di fronte al Telonio si apre la porta del convento. Appena entrati sulla destra un'ampia vetrata mette il visitatore a contatto col cuore del convento: il Chiostro , dominato da un grande arco pozzale del sec. XVII.

Nel chiostro è stato allestito il presepio litico, con pietre naturali delle vicinanze.

Subito dopo, sul lato sinistro, si apre la sala "P. Diomede Scaramuzzi"  per le conferenze e le riunioni.

Alle pareti sono appese ceramiche del Biancini.

 

Intanto un invitante odorino indica al visitatore la vicinanza della cucina e dei refettori.

La cucina è un  locale dove i resti architettonici dei secoli convivono con la tecnologia moderna.

 Adiacente alla cucina, il refettorio piccolo ci riporta indietro di molti secoli: è un piccolo pezzo di bravura costruttiva con un groviglio di linee, di pilastri e di archi che fanno vivere uno dei momenti più armoniosi e sereni della visita.
Tornati nel corridoio, si entra nel refettorio grande. Il portale in pietra è sormontato da un solenne stemma francescano.  L'interno è arredato con grandi tavoli disposti a ferro di cavallo; le pareti sono ornate di dipinti.

L'intera parete di fondo è occupata da una grande tela raffigurante l'Ultima Cena.

 Foto dei quadri presenti nel refettorio grande

 

 Subito dopo il refettorio grande si apre la sala della Fraternità.
Una volta questa sala aveva il nome di canova, vale a dire dispensa, deposito di cibarie.
Lungo la parete destra erano due grosse travi, debitamente sollevate da terra dove erano deposte le botti per il vino.

Dalla volta pendevano pertiche dove erano appesi i salami, mentre una nicchia scavata nella parete di destra, debitamente munita di chiavistelli, custodiva una damigiana di vino pregiato. Canova era appunto il nome che alla dispensa si dava nel Medioevo.

Oggi la canova è un sereno luogo di sosta, con i giornali e la TV. Serve per le riunioni di famiglia.

Dalle pareti pendono quadri raffiguranti i nostri antenati, vale a dire Frati che si sono distinti per pietà e scienza.

Tra questi San Padre Pio, San Francesco Antonio Fasani , P. Giocondo De Nittis , P. Luigi Lembo, P. Romualdo Ferrecchia, P. Vincenzo Mandes , Fra Vincenzo Danza da Rignano Garganico, Collettore di Terra Santa.

Il lungo corridoio che costeggia l'area del Chiostro è ornato da tele che raffigurano i santi venerati in Capitanata ed episodi evangelici.

 

P. Mario Villani