Ora di spiritualità dei francescani secolari
Noi Francescani Secolari di San Marco in Lamis siamo prossimi alla ricorrenza della fusione canonica delle Fraternità Santa Elisabetta e San Matteo che ci vede oggi accorpati nella nuova Fraternità Sorella Semplicità.
Per dire grazie al Signore, sottolineare l’anelito di unità e la valenza ecclesiale che ha contraddistinto tale avvenimento, il nuovo Consiglio ha inteso programmare momenti forti, che di volta in volta comunicheremo, a cui ognuno è fraternamente invitato.
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![Cornice frammentaria prima metà del XII secolo marmo, cm 13x33x7 San Marco in Lamis (Fg), Convento di San Matteo, Lapidanum II manufatto, sebbene frammentario, con¬sente tuttora di cogliere l'interessante registro compositivo che, sfruttando il deciso chiaroscuro degli intrecci vegetali fortemente rilevati, crea uno sfondo plastico per la protome antropomorfa - formata da due figure leonine, araldicamente affron¬tate ed aventi un'unica testa umana - simile ad una maschera (motivo molto diffuso, sia in Puglia che in Campania, soprattutto nei capitelli). Un simile aggetto dei rilievi, insieme ai racemi resi come un fitto groviglio, non sono molto comuni in Puglia; stringente appare, piuttosto, l'analogia con la zona centrale dell'archivolto della cattedrale di Alife (Gandolfo 1999, pp. 31-32) che, a sua volta, risulta peculiare ed isolato stilisticamente nel panorama campano. Si tratta, con tutta probabilità, di un pezzo antico rilavorato, come denuncia la parte posteriore incongruamente convessa; nella zona inferiore, in uso alla cornice medievale, invece è ricavato un dentello rientrante, evidentemente per l'incastro con un altro elemento. Bibliografia: Massimo 1999, pp. 75-76; Ead. 2003, pp. 51-52, [G. M.] Cornice frammentaria prima metà del XII secolo marmo, cm 13x33x7 San Marco in Lamis (Fg), Convento di San Matteo, Lapidanum. II manufatto, sebbene frammentario, consente tuttora di cogliere l'interessante registro compositivo che, sfruttando il deciso chiaroscuro degli intrecci vegetali fortemente rilevati, crea uno sfondo plastico per la protome antropomorfa - formata da due figure leonine, araldicamente affrontate ed aventi un'unica testa umana - si¬mile ad una maschera (motivo molto diffuso, sia in Puglia che in Campania, soprattutto nei capitelli). Un simile aggetto dei rilievi, insieme ai racemi resi come un fitto groviglio, non sono molto comuni in Puglia; stringente appare, piuttosto, l'analogia con la zona centrale dell'archivolto della cattedrale di Alife (Gandolfo 1999, pp. 31-32) che, a sua volta, risulta peculiare ed isolato stilisticamente nel panorama campano. Si tratta, con tutta probabilità, di un pezzo antico rilavorato, come denuncia la parte posteriore incongruamente convessa; nella zona inferiore, in uso alla cornice medievale, invece è ricavato un dentello rientrante, evidentemente per l'incastro con un altro elemento. Bibliografia: Massimo 1999, pp. 75-76; Ead. 2003, pp. 51-52, [G. M.]](/media/images/avvenimenti2010/th_fregio_medioevale.jpg)

