Pellegrini da San Salvo fanno sosta al
santuario di san Matteo.
Salgono
ancora
in devoto filare, guidati dalla croce, i Romei a S. Matteo.
Arrivano affannati,
raspando coi
piedi arsi il fondo della valle di Stignano "chiena di rose".
Da S. Marco a S. Matteo,
in
processione, raccontano al Santo il catalogo della loro povertà. Uomini e
donne
infardellati, impolverati, risucchiati dalla terra e dal tempo;
doloranti,
eppure assorti, incontro al Santo; la fronte segnata da infinita sete e
da
immensa preghiera; i cuori gonfi di speranza.
La povertà piena di
presenze, il
dolore giulivo di chi sa la vita, e sa che è via da percorrere, da
assaporare
cantando, centimetro per centimetro. La polvere è assenzio che ti cade
in gola
goccia dopo goccia.