Le tavolette votive, chiamate anche ex voto, sono costituite da dipinti, in genere di piccole dimensioni, che raccontano incidenti, momenti particolari di malattie, aggressioni da parte di uomini e di animali; insomma, tutti i momenti in cui l'uomo, ridotto all'estrema indigenza, è costretto a riconoscersi povero e nudo, impotente di fronte agli eventi o alla cattiveria degli uomini. La persona, conscia della propria povertà, non trova altro rifugio che Dio, dal quale solo si aspetta conforto e sostegno.L'ex voto, quindi è, insieme, ringraziamento e proclamazione che solo Dioè grande, padrone degli eventi, padre dei poveri e dei miseri.
I Santi sono nostri avvocati e protettori; la loro intercessione ci avvicina a Dio; anche per i loro meriti Dio ci soccorre nelle necessità. L'ex voto perciò è la documentazione della sollecitudine di Dio verso i bisognosi e della potenza dei Santi che con la loro vita umile hanno servito il Signore e i fratelli.
Le tavolette votive del Santuario di S. Matteo
Le tavolette votive attualmente conservate nel nostro santuario sono circa cinquecento. A queste si devono aggiungere circa cento tra cuori d'argento che significano la totale devozione a S. Matteo e il cordiale ringraziamento per i benefici ricevuti, e alcune sagome, in argento o altro metallo, di organi umani guariti per l'intercessione di S. Matteo.Le vicende storiche, spesso drammatiche, del convento, soprattutto del sec. XIX, hanno provocato la perdita di molte migliaia di tavolette votive che si erano accumulate nei secoli. Le rimanenti sono contenute entro un arco temporale che va dalla metà del sec XIX ai nostri giorni. Le materie usate sono povere: sottili foglie di legno, compensati, masonite, carte e cartoni, tele, e soprattutto lamine di ferro. Anche le tecniche della riproduzione delle scene sono diverse, dall'olio alla tempera, alla fotografia al disegno.
La povertà dei materiali usati mette in pericolo anche oggi la sopravvivenza delle tavolette votive conservate a S. Matteo. Diverse sono andate distrutte negli ultimi anni soprattutto a causa della ruggine che attacca facilmente le lamine di ferro non zincato, dei tarli che svuotano del tutto le tavolette in legno o compensato e dell'umidità che distrugge carte e cartoni. Negli anni scorsi alcuni interventi di restauro hanno consentito la sopravvivenza di alcune decine di tavolette, altre, invece, soprattutto alcune fotografiche sono andate completamente distrutte a causa dell'umidità.



